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Wesak e incontro con Giuditta Dembech

“Un augurio di luce. Torino è una città speciale, ti porterà fortuna”.

Articolo pubblicato sul Blog di Cecilia Martino il 21 maggio 2014

Dopo averla abbracciata personalmente alla fine della cerimonia del Wesak, Giuditta Dembech nella sua immensa generosità, si prende la briga anche di scrivermi un messaggio privato rispondendo a un mio personale ringraziamento: il suo libro “Torino città magica”, infatti, è stato il mio primo compagno di viaggio durante i giorni del trasferimento da Roma.

Se dovessi fermarmi a pensare da quando questa “magia torinese” che a più voci mi è stata predetta ha cominciato a mettersi in moto, forse è proprio al mio primo volta pagina con il libro di Giuditta Dembech in mano. Perché – come narrato anche in questo post di febbraio – dietro ai libri ci sono persone e le loro particolari energie assorbite nelle parole (che sono veicoli) utilizzate. Ad ogni modo, il risultato – uno dei tanti dell’incantesimo legato a Torino – è stato che quest’anno ho potuto prendere parte alla cerimonia del Wesak che da oltre 30 anni Giuditta celebra in questa città che, tra l’altro, è la città dove si è svolto pubblicamente per la prima volta in Occidente il Wesak, nel 1981. Ma quello di quest’anno – ci avverte subito Giuditta – è un Wesak speciale.

giuditta dembech
Giuditta Dembech durante la preparazione del Wesak a Torino, 18 maggio 2014

Su cosa sia il Wesak, sulle sue origini e sulle varie declinazioni cerimoniali, ormai è facile trovare molte informazioni in rete, fermo restando che Giuditta Dembech ha scritto, a riguardo, un testo fondamentale molto esplicativo: “Conoscere il Wesak”.

Basti dire che è l’avvenimento decisivo dell’intero anno spirituale. Quello che voglio riportare è un assaggio di memoria personale, o anche solo rendere pubblico un ringraziamento speciale per le oltre 500 persone che erano presenti all’evento e che hanno contribuito a quella emanazione di coscienza nuova che ora più che mai contraddistingue il cammino evolutivo dell’umanità. Il fulcro del Wesak a cui ho preso parte domenica scorsa (18 maggio a 3 giorni dalla notte esatta del Plenilunio del Toro che quest’anno cadeva il 14 maggio) è l’idea di comunione e Unità che rende obsoleta qualsiasi separazione di sorta si voglia associare alle esperienze cosiddette spirituali. E infatti, nello schema seguito dalla Dembech per lo svolgimento del Wesak, una parte è dedicata all’ascolto interiorizzato di preghiere, invocazioni, inni appartenenti ad epoche e luoghi del mondo diversi, eppure totalmente affini nella sostanza.

“Ascoltate bene e accorgetevi di quanto dicano, in fondo, tutti la stessa cosa”

Buddha luna

Il nucleo fondante l’ispirazione comune è un andare al di là di qualsiasi paura, consapevoli del sostegno di una Intelligenza Superiore che non commette errori. Per arrivare a questa sensazione sana di fiducia totale al di là di qualsiasi senso morale di Bene e di Male, è necessario abbandonare una volta per tutte il senso della separazione (torniamo al punto chiave dell’Unità) che è figlio dell’ego e dell’affanno per la sopravvivenza e l’autoconservazione. Non è davvero più tempo per queste sensazioni a vibrazioni basse, siamo entrati nell’epoca dell’accettazione non giudicante che non implica passività bensì forza di volontà (plesso solare) e forza dell’abbandono (dal Cuore in su), che è molto diverso.

Pensateci bene: chi è davvero più “attivo” tra chi – di fronte a un accadimento disturbante – re-agisce immediatamente seguendo i moti istintuali della mente che si mette subito sulla difensiva, e chi, invece, sceglie di non reagire, mette una pausa tra l’accadimento e il comando stimolo-risposta del corpo-mente e sceglie volontariamente di rimanere al di là del giudizio, affidandosi all’Intelligenza Superiore che lo guida soffermandosi a cogliere l’insegnamento spirituale che si cela dietro l’accadimento? Perché nulla capita a caso e dietro alle manifestazioni materiali ci sono sempre i segnali dell’Anima. Questo significa essere pro-attivi. Non si tratta, dunque, di remissività, anzi. Si tratta di mettere in pratica con cognizione di causa meccanismi di potere molto forti di cui disponiamo tutti indistintamente, se solo ci decidiamo ad aprire gli occhi una volta per tutte.

“Bisogna darsi una mossa, questo è il tempo ottimale del cambiamento”

ci sprona Giuditta Dembech dopo averci comunicato che dal Dicembre del 2013 le energie planetarie sono esponenzialmente mutate, potenziate, ed ecco perché il Wesak del 2014 è speciale: siamo definitivamente entrati in una nuova era, un nuovo modo di agire nel mondo a partire da nuove percezioni della realtà è un destino inevitabile. E’ il piano cosmico universale che si sta attuando e noi – in particolare i nati dopo il 1946 (cioè dopo il Plenilunio dei Gemelli di quell’anno) – ne siamo i “facilitatori” assunti direttamente da Dio. Che ci crediate o no, questo è il nostro scopo, la nostra missione e gli accadimenti della vita non faranno altro che condurci verso questa direzione. Tanto vale esserne consapevoli ed evitare di procrastinare altre inutili sofferenze legate a schemi di pensiero ormai obsoleti per una nuova umanità.

La Grande Invocazione – il testo che si recita durante il Wesak – è in tal senso molto esplicativo e può essere ripetuto anche in altri giorni dell’anno, anzi più si ripete (preferibilmente ad alta voce) meglio è.

“È il Padre Nostro della nuova era”

afferma simpaticamente Giuditta Dembech.

Monte Kailas luna notte Himalaya Wesak

L’ultimo messaggio che ci viene dato, dopo aver praticato una intensa meditazione guidata che ci ha condotti direttamente ai piedi del sacro Monte Kailash nell’Himalaya tibetano dove il Wesak pone le sue radici, è questo:

“i Maestri ci sono sempre e sostengono il nostro cambiamento”.

La Dembech ci affida questo “pensiero-seme” da coltivare fino al prossimo Plenilunio di maggio e mi sembra evidente il senso di incoraggiamento totale che esso contiene. Scegliamo di cambiare in meglio per il benessere nostro e di tutta l’umanità: l’Intelligenza Superiore (l’intero Universo o Dio come lo si preferisce chiamare) ci sosterrà senza riserve.

Wesak Buddha
Il mio Buddhino personale nella posizione del Sognatore
con il fiore del Wesak – Torino 18 maggio 2014

LA GRANDE INVOCAZIONE

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

MANTRA

Lokah Samastah Sukhino Bhavantu
Possano tutti gli esseri in tutti i mondi essere felici

Wesak Maestri

Ancora sul Wesak : Cosa significa e come si celebra

Una giornata come questa non si può ripetere

Se dopo aver letto un milione di libri,
visto un milione di film,
scambiato con l’amante un milione di baci,
arriviamo a dire
“Una giornata come questa non si può ripetere”,
che potenza deve avere la natura per farcelo capire in un attimo, travolgendoci! Anche se non lo abbiamo cercato, anche se lo abbiamo voluto ignorare, ce lo insegna.
Gratis, generosamente, mostrandolo a tutti senza distinzioni. In modo infinitamente più chiaro di quando si capisce qualcosa dopo averla cercata
(Banana Yoshimoto)

Tramonto ad Alghero
Alghero – Foto ©Cecilia Martino