Cecilia celeste

IllogicaMente

illogicamente

 

(Flavia Weisghizzi – Dalla Prefazione del libro, edito da Gruppo Albatros Il Filo, Roma 2006)

La poesia di Cecilia Martino non è facile e non è banale. È intensa, dura, petrosa. È una poesia che non ha alcun interesse a compiacere il lettore. Non è evocativa, non concede nulla. Taglia semplicemente l’anima come un ferro da calza arroventato. Ma è bellissima.

Cecilia Martino pone le sue radici nella filosofia e questa profonda conoscenza si percepisce chiaramente dall’uso che fa della parola, che viene seccata e asciugata fini a diventare un tutt’uno col suo senso più profondo.

Niente rimandi interni, né giochi di specchi, la parola per la Martino è significato e significante.

Lo studio sul linguaggio non poteva che essere introdotto dalle riflessioni di Martin Heidegger, che, nell’ultima parte della sua filosofia, sposta il baricentro dall’esistenza alla verità dell’essere, che di volta in volta avviene come insieme di svelamento e velamento.

“Il linguaggio è ad un tempo la casa dell’essere e la dimora dell’essere umano” scrive il grande filosofo tedesco, e il linguaggio diventa allo stesso modo la casa di Cecilia Martino.

La riflessione sulla poesia della Martino nasce dalla consapevolezza che la poesia è l’unico mezzo per esprimere l’inesprimibile, è lo strumento per cercare di disvelare la realtà.

Eppure, nello stesso momento in cui la poesia si incarna parola, perde parte della sua capacità di essere concetto iperuranico e si cementifica.

Il senso profondo di questo termine, cementificare, si può scoprire con una piccola esercitazione di linguistica comparativa: cemento in inglese si dice “concrete” e rende qual senso di materialità e fisicità che il termine italiano non ha conservato.

Eppure, nonostante questo, la fiducia dell’autrice nella parola è tale da renderla elemento vivificatore nonostante tutte le difficoltà.

Il mondo descritto dalla Martino è un ambiente arido ed ostile, un deserto di sentimenti, sotto la cui apparenza però permane una vitalità quiescente, sopita, pronta ad esplodere alla prima goccia di pioggia.

La riflessione sulla parola e sulla poesia è il tema fondamentale della prima sezione della raccolta illogicaMente, che racchiude liriche scritte nel 2006.

La seconda parte è invece latrice di un respiro più ampio, e si muove con disinvoltura all’interno di tematiche diverse, pur tenendo fermo lo studio sull’uomo.

In particolare è interessante la riproposizione dell’infanzia come lo spazio onirico della memoria, uno spazio che acquista più valore quanto più fa confluire l’esistenza all’interno della coscienza dell’autrice.

Tra le tematiche affrontate, di particolare rilevanza risulta essere quella della definizione dell’autrice come sfrontata affermazione del sé rispetto alle aspettative del mondo concettuale che la circonda.

A tale affermazione, forte e decisa, corrisponde la necessaria accettazione della dichiarazione di eresia rispetto alla società, la consapevolezza della condanna in contumacia da parte del pensiero benpensante.

Ma in ogni caso, ancora una volta l’autrice non si dichiara rammaricata delle sue scelte, non si carica di un pesante fardello nel quale nascondere la propria disgraziata esistenza, vittima di un fato avverso: la sua è una scelta consapevole e coraggiosa.

Lungi dal trascinarsi lenta e colpevole lungo le vie del destino,Cecilia Martino affronta la vita ridendo, con uno sguardo programmatico di sfida, certa di uscirne in ogni caso vincitrice.

Dal punto di vista stilistico è da sottolineare, in tutta la raccolta, un accuratissimo uso degli strumenti retorici:anadiplosi, anafore, allitterazioni, ossimori, paronomasie, fioccano sul testo senza appesantirlo, anzi contribuendo alla sensazione di un profondo labor limae e una accuratezza che va di pari passo a quella semantica.

Eppure, nonostante l’occhio attento non possa esimersi dal notare questa ricerca formale, nonostante i termini utilizzati spesso appartengano a un registro medio-alto, l’abilità di Cecilia Martino è quella di nascondere ai lettori la struttura per offrire una poesia leggera ma potente, raffinata e leggiadra.

INTERVISTA ALL’AUTRICE SU SINEQUANON
(www.sinequanon.org)

A pochi giorni dall’uscita della sua raccolta di poesie intitolata illogicaMente, incontriamo Cecilia Martino, giornalista e scrittrice.

“L’approdo alla poesia è stato un passaggio obbligato della mia vita, più che della mia carriera. Io ho sempre scritto, di tutto, e ho avuto anche la fortuna di pubblicare libri abbastanza presto, grazie al mio lavoro di ricerca all’università. Ma la poesia è qualcosa di assolutamente diverso perché ti consente di esplorare il campo minato del linguaggio per esprimere qualcosa che non deve necessariamente essere compreso da tutti. E secondo me è questa la più grande forza e libertà della poesia e ciò che la rende più vicina alla  vita”.
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